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Fiere e sfilate, calendari in tilt. Le imprese: il governo intervenga

Foto Fiere e sfilate, calendari in tilt. Le imprese: il governo intervenga

L'emergenza pandemia ha costretto enti ed aziende a rivoluzionare i pianbi

Cancellati gli eventi Armani a Milano e Parigi, Cucinelli rinuncia a Pitti a Firenze

 
Il 2022 si apre in salita per le fiere, che nell'ultimo quadrimestre del 2021 avevano intravisto l'uscita dal tunnel della pandemia. La diffusione della variante Omicron  il rapido aumento dei contagi stanno infatti costringendo i quartieri fieristici e gli organizzatori delle manifestazioni(non solo in Italia ma in tutta Europa e nel mondo) a rivedere i calendari dei primi mesi di quest'anno, rimandando i principali eventi alla primavera. 
 
Per la moda in particolare sembra un déjà vu: il settore fu il primo a partire da febbraio 2020, a cancellare fiere ed eventi - o a spostarli in formato digitale - e l'intero programma dei prossimi mesi appare esposto a molti rischi, dal Pitti di Firenze (a partire dall'11 gennaio sono in programma le manifestazioni dedicate a uomo, bambino e filati) alle Fashion Week di Milano e Parigi, passando per Mido (occhiali) e VicenzaOro.
 
Ultimi ad annunciare ritocchi alla programmazione sono stati, ieri, Veronafiere e Bolognafiere. Il gruppo veronese ha rinviato al 2-5 marzo FieraAgricola (International Agricultural Technologies Show), inizialmente prevista dal 26 al 29 gennaio.
Rinviato anche Progetto Fuoco, il salone internazionale del riscaldamento a biomasse legnose, che si terrà a maggio (in date da definirsi) anziché dal 3 al 26 febbraio. Il gruppo sta valutando il riposizionamento di Eos (Europea Outdoor Show), attualmente in calendario a febbraio, mentre ha confermato lo svolgimento di Motor Bike Expo dal 13 al 16 gennaio.
BolognaFiere ha invece deciso di rinviare alla primavera la 18esima edizione di MarcabyBolognaFiere (dedicata al settore del "private label"), programmata il 19 e 20 gennaio 2022. Si stanno identificando le nuove date di svolgimento che saranno comunicate in tempi brevi, assicura una nota del gruppo.
 
Scelte operate sempre in sinergia con le associazioni di categoria coinvolte nell'organizzazione o nella partecipazione alle manifestazioni in oggetto, anzi, spesso proprio su sollecitazione delle imprese stesse, spiega Giovanni Mantovani, amministratore delegato di VeronaFiere, che si dice fiducioso che gli spostamenti non comprometteranno la buona riuscita delle fiere nè la ripresa del settore: "Confidiamo di potere sostenere questi cambiamenti - spiega - . In tutta Europa sono in corso movimenti analoghi, con riposizionamenti a partire da marzo. Quindi per ora confermiamo anche i nostri obiettivi di budget".
 
Luca Palermo, amministratore delegato di Fiera Milano resta a sua volta ottimista: La situazione è sicuramente migliore di un anno fa, anche grazie ai ristori statali che sono finalmente arrivati - spiega -. Per evitare incertezze, in questa fase ancora complessa di pandemia, stiamo riprogrammando gli appuntamenti di gennaio e lavorando per avere un calendario efficace. Stiamo facendo la nostra parte per garantire la sicurezza e l'efficacia delle manifestazioni, però abbiamo bisogno di aiuto: ill Governo deve riconoscere la nuova emergenza e darci una mano".
 
Tornando al tessile - moda - tra i settori, insieme a ristorazione e turismo, più colpiti nel primo anno di pandemia, la situazione è molto incerta, Ma i segnali arrivati ieri non sono positivi. Se da una parte il 2020 e il 2021 hanno accelerato la digitalizzazione di fiere e strumenti (in primis i Digital Showroom e le campagne vendita in remoto), dall'altra il ritorno in presenza di manifestazioni chiave come i saloni Pitti di Firenze e quelli allestiti a Milano come Micam, Mipel, the OneMilano, White e MilanoUnica aveva fatto sperare in una "nuova normalità", che integrasse gli strumenti digitali con gli incontri fisici, indispensabili per un settore come la moda.
 
Giorgio Armani ha annunciato la cancellazione delle sfilate fisiche di gennaio, quella del Duomo di Milano è quella dell'alta moda di Parigi. Davvero un déjà vu: alla fine della Fashion Week donna di febbraio 2020 lo stilista fu il primo a sfilare a porte chiuse, seguito da Moncler e Laura Biagiotti, innescando una reazione a catena che portò alla cancellazione di buona parte del calendario della settimana di Parigi, che tradizionalmente segue quella italiana. Carlo Capasa, residente della Camera della moda, l'associazione che organizza tra le molte cose, la Fashion Week di Milano, si è detto dispiaciuto per la decisione di Armani, che però "comprende e rispetta".
Confermato al momento l'attuale calendario, che dal 14 al 18 gennaio prevede quasi 70 eventi, la maggior parte dei quali in presenza.
 
A sorpresa è arrivato anche l'annuncio di Brunello Cucinelli, unica maison a partecipare con le collezioni uomo, da sempre, sia a Pitti sia alla settimana della moda di Milano. L'ad di Pitti immagine Raffaello Napoleone fa sapere che la manifestazione è confermata, con misure di sicurezza rafforzate, facendo intuire un dettaglio importante: qualsiasi cosa accada agli allestimenti fisici, già a partire dalle edizioni del giugno 2020 (quelle di gennaio si tennero regolarmente), è attiva la piattaforma Pitti Connect, che negli ultimi 20 mesi, come quella della Camera della Moda, è stata perfezionata e resa strumento prezioso per fronteggiare l'emergenza Covid. 
 
Articolo di Giulia Crivelli e Giovanna Mancini
 
Fonte: IL Sole24Ore, 5 Gennaio 2022, cartaceo
 
 
 

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